ELVIS FAKE


Se in vita Elvis fu uno dei personaggi pubblici più immortalati dalle macchine fotografiche, da qualche anno a questa parte si è reso protagonista, suo malgrado, di tutt'altro genere di scatti. Sono quelli realizzati (con l'ausilio di qualche programma di fotoritocco) e piazzati sul web da qualcuno che evidentemente non ha niente di meglio da fare durante la giornata. Mentre è difficile, ma certo non impossibile imbrogliare gli appassionati di vecchia data, parlo di chi è abituato a mangiare pane e Elvis tutti i santi giorni, nelle loro ricerche gli altri si troveranno a contemplare un cospicuo numero di immagini che ritraggono un artista che ha qualcosa che non va, che vive situazioni e avventure mai vissute nella realtà. Fortunatamente, navigando in internet è possibile pescare pagine che sbugiardano questi falsi. In special modo su Pinterest esistono diverse bacheche dedicate all'argomento "fake". Se bazzicate quel social, uno dei miei preferiti, digitate nella casella di ricerca "Elvis Fake" oppure "Elvis Photoshopped" e come per incanto si aprirà il regno dell'altro Re, quello fasullo. Proprio da Pinterest proviene la  gran parte del materiale presente in questo post. Ma perché me la prendo tanto? In fondo sono soltanto foto, in alcuni casi realmente ben fatte. Solo perché detesto le cose artefatte. Poi, non mi piace che qualcuno, sapendo della mia passione per il signor Presley, mi invii sul telefonino un'immagine che lo ritrae mentre abbraccia una raggiante Marilyn Monroe, scrivendomi Buongiorno, guarda che bella foto di Elvis ho trovato per te... 

A seguire, una rassegna di esempi illuminanti dedicati all'argomento. Le prime foto della serie sono però di natura diversa. In questo caso il fotoritocco non c'entra, in quanto trattasi di persone spacciate per Elvis, ma che invece non lo sono. Lo dico sinceramente, non ne posso più.


Questa la si trova ovunque, al punto che ormai molte persone credono genuinamente che ritragga Elvis mentre coccola la piccola Lisa Marie. Non capisco, è talmente evidente il contrario: il fisico, il volto non sono quelli del vostro idolo, perché ci cascate continuamente?


Mark Rio, un Impersonator brasiliano, si rilassa su una poltrona. Magari sta pensando ad Elvis, chi lo sa. Oppure a qualche credulone.


Altro giro, altro Impersonator, questa volta Ryan Pelton. Qualcuno ha poi preso uno scatto di Elvis risalente al 1969, appiccicandolo sul suo corpo. Il risultato è penalizzante per tutti e due. Detesto quelle luci sullo sfondo.


Tim E Hendry durante un concerto, null'altro da dire. Molti altri, in diverse occasioni hanno comunque scritto "Elvissss".


Relativamente a questa, sui Social mi è capitato spesso di leggere commenti estasiati da parte del gentil sesso. Super fasulla. Io me ne accorsi subito, la prima volta che mi capitò di vederla. Come dite? Si si, qualcuno ci casca ancora oggi.


Dean Martin osserva Tops, il suo cavallo preferito. Da fervido ammiratore quale era, Elvis cerca di imitarlo come meglio può. Ad onor del vero, ci riesce molto bene.


Un flauto traverso ce l'ho anch'io a casa. Posso mettermi in posa come Elvis e Davide Formisano?


Da Red West a Cher il passo non è esattamente breve...


Cosa staranno scrivendo Elvis e Marlon? Per non fare torto a nessuno, il gatto si interessa ad entrambi.


A quanto pare, Elvis e Marlon Brando avevano molte cose in comune.


Non so perché, ma adesso mi viene voglia di cantare "Everybody was Kung Fu fighting"!


Ad Elvis piaceva scrivere alla Marlon Brando e leggere come Paul Newman, ormai pare assodato.


Rarissima immagine di Elvis ritrovata bla bla bla...


Presley/Beaulieu vs Clooney/Canalis: Grande match, dall'esito però scontato.


Di Elvis e Lisa Marie ce ne sono a dozzine, sono ovunque. Ne ho presa una a caso, sufficientemente esplicativa, credo.


Adesso si falsificano anche gli abiti di scena. E si che Elvis ne aveva di belli...




E così via. Si potrebbe andare avanti all'infinito, ma facciamo che per oggi è tutto. Prestate attenzione!

Foto: Web


ELVIS EUROPEAN TOUR 2016



Di Franco Rapillo

  ------- [EVENTO CANCELLATO] -------

Cari Elvis fans

Movie Tv Produzioni Televisive e One night with Elvis Official Fan Club vi comunicano che da questo momento è possibile acquistare on line i biglietti del grande evento che si terrà a Milano domenica 4 settembre presso il Teatro PIME, in via Mosè Bianchi 94. L'Elvis European Tour vedrà la presenza del grande James Burton, il chitarrista che accompagnò Elvis Presley in oltre mille concerti tra il 1969 e il 1977.

Programma:

18:00

 Meet & Greet (a pagamento) con James Burton che racconterà la sua esperienza professionale e amicizia con Elvis. Posti limitati

20:30

Inizio concerto con la favolosa band Boppin' Shoes, che ci farà rivivere il puro stile anni '50 di Elvis.
A seguire il concerto di Jenson Bloomer & Mondo Carne, che con al sua bellissima e potente voce accompagnerà James Burton.
Alla fine del concerto sessione autografi.

Info biglietti:

 www.vivaticket.it

Per ulteriori informazioni:
Franco Rapillo
mail: frapilloelvis@hotmail.com
phone: 347 4862456
facebook: 1nightwithelvis
facebook: Elvis European Tour 2016 

ELVIS & NIXON: ANTEPRIMA DI MARCO LOFINO

Marco Lofino non è soltanto una grande persona, una di quelle che vale la pena incontrare prima o poi nella vita ma anche un fine conoscitore dell'arte elvisiana, sicuramente uno dei più preparati in circolazione. A settembre arriverà nelle sale italiane il film Elvis & Nixon, incentrato sull'incontro che i due ebbero nel 1970 e ho colto l'occasione di pubblicare sul blog una splendida anteprima della pellicola scritta da lui. Come ho sempre detto, About Elvis ospita con grande piacere materiale di qualità di altri appassionati, e negli scritti di Marco di qualità se ne trova parecchia. Lo ringrazio pubblicamente per avermi concesso di utilizzare il suo interessantissimo articolo.   

Era una domenica pomeriggio nebbiosa del 1991 quando vidi al cinema il bellissimo film The Doors diretto da Oliver Stone. La parte di Jim Morrison venne affidata a Val Kilmer, bravo attore indubbiamente avvantaggiato da una marcata somiglianza a Jim Morrison. Ricordo che avevo quindici anni, ero già molto preso dalla mia passione per Elvis e mi chiedevo (lo ricordo proprio come fosse ieri) come mai non fosse stato possibile fino allora (Elvis era morto da soli quindici anni) girare un film sulla vita di Elvis. Beata ingenuità. Col passare degli anni mi accorsi di quanto difficile, se non addirittura impossibile, sia girare un film su Elvis o su parte della sua vita (come nel caso attuale di Elvis & Nixon) senza cadere in luoghi comuni stereotipati arcinoti e di cui francamente noi appassionati veri di Elvis siamo un pochino stufi.

Premetto che non ho ancora visto il film nemmeno in lingua originale (preferirei se proprio devo farlo) e non so se andrò al cinema a vederlo il 22 settembre. Forse lo farò per mera curiosità. Onestà per onesta, ve lo dico francamente amici miei, appassionati di Elvis e non: non sto contando le ore ed i minuti affinché giunga presto il 22 settembre.
Il pregiudizio è un pessimo esercizio retorico, una malattia dell’anima che andrebbe corretta se non addirittura debellata. Resta il fatto che questo film, per quello che ho visto, mi sembra piuttosto l’ennesima volontà di mettere in cattiva luce due figure: quella di Elvis (ripeto, ho visto solo degli spezzoni e i trailers) al solito ridotto ad una macchietta compulsivo-isterica e quella di Nixon, su cui non mi esprimo perché non sono così ferrato in ambito di politica. A giudicare Nixon ci ha già pensato e ci penserà la storia. Dico solo che l’incontro di per se non mi pare un peccato mortale come ho letto in giro. Nixon era il presidente in quel momento ed Elvis lo volle incontrare. Elvis incontrò anche Carter quando era governatore dell’Alabama. Tanto per gradire, tanto per non etichettare politicamente tutto...

Dulcis in fundo la questione legata all’attore che interpreta Elvis. Non ha colpe. Gli è stato chiesto di recitare la parte dell’uomo più imitato nella storia dello spettacolo e al tempo stesso il più inimitabile. Concludo rispondendo a chi mi ha chiesto varie volte se verrà mai alla luce un film come si deve sulla vita e la carriera di Elvis Presley. Ebbene, a distanza di venticinque anni da quella fredda domenica novembrina del 1991 dico, a malincuore, di no. Come dice un vecchio proverbio, il ferro va battuto finché è caldo e la pellicola definitiva avrebbe dovuto essere girata poco tempo dopo la scomparsa di Elvis (non è ovviamente quella con Kurt Russell protagonista, film anche carino ma parlo di un livello superiore) o al massimo nei primi anni ottanta. Unico attore a mio modesto parere adatto ad interpretare Elvis per presenza fisico scenica, il giovane John Travolta del post febbre del sabato sera e di Staying Alive. Ma ora... ora, come canta Vasco in una sua nota e data canzone, “ormai è tardi”...

WAY DOWN IN THE JUNGLE ROOM: RECENSIONE DI MARCO DEGLI ESPOSTI

Ringrazio Marco Degli Esposti, uno dei massimi esperti dell'arte di Elvis Presley, per avermi concesso di pubblicare questa sua recensione del cd Way Down in the Jungle Room, pubblicato in questi giorni. Non avevo mai ospitato qualcosa scritto da lui, e ci tengo a dire che per me è un onore e un piacere farlo oggi. Ovviamente la recensione è stata pubblicata su Elvis Italian Collector Club, lo splendido sito che Marco porta avanti, con immutata passione, da parecchi anni. Se avete dubbi o curiosità legate ad Elvis vi consiglio di consultarlo: al suo interno ci trovate tutto, ma proprio tutto ciò che riguarda questo straordinario artista. 

L'astutamente intitolato Way Down in the Jungle Room è un'altra antologia tratta da una seduta di registrazione di Elvis a cura della 'RCA/Legacy', che è stata concepita nello stile dell'acclamato Elvis at Stax del 2013.
I due CD includono i masters e molte outtakes provenienti dalle sedute di registrazione effettuate da Elvis a Graceland, nella stanza denominata "Jungle Room", a causa del suo particolare arredamento che, appunto, ricordava la jungla. Le recording sessions ebbero luogo dal 2 all'8 febbrao e il 29 e 30 ottobre 1976.
A quei tempi, nessuno avrebbe pensato che questa seduta di registrazione sarebbe passata alla storia come l'ultima di Elvis.
Le canzoni registrate finirono sugli album From Elvis Presley Boulevard, Memphis, Tennessee (1976) e Moody Blue (1977), ambedue pubblicati quando il cantante era ancora in vita.

Il primo dischetto include i 16 masters, in una sequenza che non è quella cronologica ed anche questo contribuisce a rendere 'nuova' questa emissione anche se, personalmente, ritengo l'ordine cronologico come la cosa migliore. Riflettendo meglio, però, l'ordine sembra essere non casuale: una sorta di orma stilistica pare accomunare la canzone che segue e che precede.
I masters sono stati 'trattati' da Vic Anesini e direi che suonano meglio che mai.
Come nella maggior parte dei masters registrati durante gli anni settanta, le canzoni hanno pesantissime sovraincisioni (overdubs) che, invece di abbellire, spesso imprigionano la grandissima voce di Elvis. Nel secondo CD, ove sono presenti solo delle outtakes, tutto ciò (ovviamente) non accade ed anche il loro mixaggio è assolutamente nuovo e, finalmente, sono in ordine cronologico; fanno eccezione la seconda versione di She Thinks I Still Care e For The Heart.
Per completezza d'informazione c'è da dire che tutte le outtakes vennero pubblicate in precedenza; in ogni caso mi sento di affermare che non si sono mai ascoltate con questa qualità. Il 'vocal' di Elvis è chiarissimo ed anche tutti gli strumenti risultano molto più dettagliati in questo secondo CD, anche rispetto al compact disc della FTD di ormai parecchi anni fa.
Le outtakes sono state remixate da Matt Ross-Spang (che ha vinto in passato anche un 'Grammy'), usando una camera ed una piastra di riverberazione negli studi 'Sam Phillips Recordings Service' di Memphis. Dal punto di vista 'sentimentale', è stata una bella idea quella di mixare gli ultimi lavori di Elvis negli stessi studi che lo avevano scoperto 22 anni prima.
Oserei dire che questi nuovi mixaggi, oltre ad avere un suono più moderno, hanno anche un sapore 'retro' che può benissimo anche non piacere a tutti gli appassionati: la voce di Elvis è 'al primo posto' e molti 'dettagli' riguardanti la strumentazione ora sono evidenti, rispetto alle emissioni precedenti. Molte outtakes, grazie al nuovo mixaggio, suonano davvero come nuove; nella voce di Elvis c'è molta più eco, potrebbe obiettare qualcuno, e questo è vero ma anche in questo caso siamo in un campo prettamente soggettivo; ritengo una 'bestemmia musicale', ad esempio, i remixes di Spankox, quello della 'Nike' e la recente emissione sinfonica. Ogni dibattito è aperto!

La cosa che salta all'orecchio è che non è stato rafforzato nulla artificialmente, come ad esempio era stato fatto nel famoso CD, best seller, Elv1s 30 #1 Hits del 2002. Ovviamente queste cose si notano ad un attento ascolto con un impianto hi-fi e non certamente con un computer o tramite i maledetti MP3...
In alcune outtakes possiamo ascoltare dialoghi che prima d'ora non avevamo mai sentito (lo so, non è nulla di sconvolgente, ma questo è!). Personalmente la ritengo una cosa simpatica ed il fatto che siano stati lasciati questi dialoghi in una pubblicazione come questa, diretta al grosso pubblico, lo trovo davvero positivo in quanto rivela parte dell'essere umano Elvis.
Nell'immediato, una delusione mi era sovvenuta: perché, fra le outtakes, non ce n'è una di He'll Have To Go? Si tratta di una canzone che a me piace molto anche se non è certamente memorabile ma la voce piena e calda di Elvis e quel sound da 'juke box', ed il fatto che sia stata l'ultima in assoluto ad essere stata registrata in studio, me l'hanno fatta restare impressa. Riflettendoci e scartabellando fra i miei 'files', ho notato che non esiste nessuna versione alternativa di questo pezzo. Non è dato a sapersi quale sia stata la take usata dai tecnici per il master (forse la prima ed unica ? Nemmeno quelli della Venus hanno emesso un'outtake; Elvis registrò la sua parte vocale su una base pre-registrata e la take 2 della parte ritmica fu usata per il master. Ad oggi, quindi, esiste solo il 'rough mix master', disponibile nel CD della FTD del 2000 The Jungle Room Sessions (e nel suo doppio vinile del 2009), e nel doppio CD, sempre della FTD, Moody Blue. La stessa label underground Venus ha inserito questo mixaggio 'grezzo' del master nel suo CD del 2011 Welcome To The Jungle - Way Down.
Io, al posto di una delle due outtakes di For The Heart avrei inserito questo 'rough mix master' di He'll Have To Go.

Tirando le somme: grandissimo doppio CD ad un prezzo economico (il che, non guasta mai!), confezione in digipack con libretto di 24 pagine e suono al super-top.
Chi avesse ancora qualche dubbio, se lo tolga, lo acquisti! Lasciate perdere i download gratuiti: se pensiamo alle colossali sciocchezze che magari abbiamo negli scaffali e a quelle che ancora oggi stanno proliferando, vale la pena di investire una ventina di euro (o meno, a seconda del negozio) per sostenere queste pubblicazioni che, una volta tanto, sono fatte davvero come si deve!
E sto aspettando la versione in vinile che è stata posticipata a fine mese, per gustarmelo ancora, con una tracklist diversa. Ma soprattutto mi sembrerà di ringiovanire di 25 anni, quando inserivo un nuovo disco sul piatto... Il fascino che solo il vinile, con le sue splendide copertine, sa dare.